studio di psicologia

Dott. Stefano Scaccia


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La parola


Paul Watzlawick, un esperto della comunicazione umana, afferma che l'uomo non può non comunicare. E Eugenio Borgna, uno dei più importanti psichiatri italiani: "Non c'è condizione umana senza dialogo: anche nelle condizioni di solitudine magmatica e pietrificata" (Noi siamo un colloquio, 1999). In effetti ogni gesto o parola pronunciata, ogni espressione del viso, postura, reazione fisiologica, disposizione nello spazio, ogni scelta in fatto di abbigliamento o acconciatura, "tradisce" la nostra disposizione interna e informa l'altro - più o meno consciamente - del mondo da cui siamo abitati.

Dentro questa vasta gamma di possibilità espressive, la parola riveste una importanza particolare in psicoterapia. E' un vettore di energia, oltre che di significato, essa svela il mondo interiore di chi la pronuncia. La parola è un atto reale e concreto eppure al contempo è un semplice movimento di onde sonore. Quando parliamo stiamo trasmettendo non solo il significato delle parole che abbiamo scelto ma stiamo anche trasmettendo le nostre intenzioni. Il messaggio che inviamo all'altro è molto più esteso del mero significato delle parole che pronunciamo.

Buona parte del lavoro terapeutico passa attraverso l'emissione e la ricezione di questi complessi suoni emessi dalla bocca. Attraverso la parola si instaura lo scambio di informazioni e di emozioni, si scelgono le storie, si condividono i ricordi. L'uomo svela narrando i fatti che lo coinvolgono, i ricordi che lo affliggono, le emozioni che lo agitano. L'uso di una determinata parola non è mai casuale, al contrario ogni parola è una scelta molto più oculata di quanto siamo pronti ad accettare.

Particolarmente interessante è, a questo proposito, la parola incrinata, la parola storta pronunciata in un momento di stanchezza o distrazione. Il lapsus, perché parola fuggita, è parola sincera, due volte importante. Lo psicoterapeuta sa che la parola che ha evaso lo stringente controllo della coscienza indica una via che l'analizzato, pur desiderandolo, non si decide a percorrere. Il lapsus è uno spiraglio sull'inconscio al pari di un sogno: apre uno scenario che fino a quel momento era rimasto chiuso.

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